FAME

Sarebbe stupido ed ipocrita negarlo, ma questi mesi di “isolamento forzato” cominciano a pesare sulla mia natura selvaggia di Predatore.

Black Wolf 2
Ho sempre amato viaggiare, spostarmi di città in città, incontrare le mie bimbe, annusarne il profumo, assaggiarne il sapore, dissetarmi dei loro umori…..
Maledetta “Peste Nera” mi stai negando ciò che mi appartiene di Dirtto.

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Dandy

“L’essere naturale è semplicemente una posa, la posa più irritante che conosca”

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Oscar Wilde – “Il Ritratto di Dorian Grey

C’est à dire: la quintessenza del “voler apparire”…o, in ogni caso, voler sembrare (e sottolineo sembrare) qualcosa di diverso ed unico pur rendendosi conto di distaccarsi da un genere (branco?) per andare ad infilarsi in un sottogenere di numero ridotto ma che, comunque, non ti rende distinguibile ed unico.
Ai miei tempi c’erano i “pariolini”, i “fricchettoni”, i “paninari”, i “radical chic” e via discorrendo, oggi i social hanno esasperato il tutto creando un’equazione matematica che con un inarrestabile processo riproduttivo genera di nanosecondo in nanosecondo specie e sottospecie di “individui” che vengono classificati  con terminologie (inglesi, per carità, non sia mai!) che dopo una frazione temporale già passano di moda. E nasce la Generation Z, il Cringe, il Boomer e via discorrendo e senza neanche accorgertene ti ritrovi chiuso in un recinto e con un codice a barre tatuato su una chiappa.
Ma, tornando al concetto di base, ci sono quelli (la massa, i più) che fanno di tutto per distinguersi, apparire diversi, speciali; progetti punto zero da cui poi dovrebbero evolversi prodotti più aggiornati.
E siamo (anzi, siete) tutti così.

Questo mr. Oscar Wilde lo aveva capito quasi due secoli prima di noi, nei suoi brevi 46 anni di vita.
Lui era il Dandy per eccellenza, pur non essendo uno dei promotori di questo particolare “movimento”, ma allo stesso tempo disprezzava, denigrava e derideva questo suo modo di essere, con un’ironia sottile ed aggressiva (può sembrare un controsenso ma non lo è) che confondeva ed irritava sia i “dandisti”, sia la borghesia che veniva esclusa da quel particolare stile di vita.
Espressione più elevata della sua autodenigrazione è “Il Ritratto di Dorian Grey”, dove il giovane, così innamorato di sé stesso e della sua perfezione ed unicità decide di fare un patto con il diavolo al solo scopo di poter rimanere eternamente giovane e continuare a godersi i piaceri della vita a discapito del suo ritratto (il suo vero io) che di volta in volta subiva gli effetti delle sue azioni più becere ed amorali. 
Senza volersi perdere in (dotte) e futili analisi psicologiche e sociali sul romanzo voglio tornare al concetto di base: Siamo tutti Dorian Grey, ma non siamo Oscar Wilde.
Ed ecco che nasce la triste adolescente che produce a manetta frasi di “ermetica, melensa ed incomprensibile malinconia” (accompagnandole con inevitabili video musicali da contorsionismo addominale); l’arrogante leone da tastiera che critica e attacca tutto ciò che gli capita di leggere su uno schermo con feroci dissertazioni già scritte e replicate da altri suoi colleghi; finti ironici umoristi che esibiscono la loro cabarettistica simpatia con dissertazioni che a malapena strappano un triste sorriso di compatimento; profondi pensatori che dopo quattro righe s’incartano da soli nel domopack dei loro “ragionamenti” E potrei continuare all’infinito.
E tutto questo nell’illusione di poter emergere anche per un attimo dal “mare magnum” della banalità 

Oscar Wilde aveva una sua coscienza, era consapevole delle sue debolezze e si metteva alla gogna da solo onde evitare, con quella dignità (inesistente ai giorni nostri) che gli permetteva di fustigarsi prima che lo facessero gli altri.

Siamo tutti Dorian Grey, ma non “siete” Oscar Wilde.
Io non rincorro il numero di like o commenti sui miei post, a me non frega un benemerito cazzo della vostra approvazione o disapprovazione. Io scrivo quello che voglio, quando voglio e come voglio, indipendentemente da quello che possiate pensare voi.

Però mi scappa un sorrisetto sarcastico quando vedo che, nonostante tutto, statistiche alla mano, almeno una cinquantina di visitine al giorno su questo blog di merda ce le fate…

Siamo tutti Dorian Grey…ma io mi sento anche un po’ Oscar Wilde.
E voi?

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ça va sans dire...

 

CONSAPEVOLEZZA e DETERMINAZIONE

CONSAPEVOLEZZA
۞la reale presa di coscienza di ciò che che il proprio corpo e la propria anima desiderano. Non un gioco, neanche una fantasia o una pulsione dettata da fantasie erotiche.

CONSAPEVOLEZZA
۞ del percorso che si dovrà intraprendere, delle scelte che si dovranno fare, delle rinunce che si dovranno affrontare in prospettiva di quello che si conquisterà in seguito.

CONSAPEVOLEZZA
۞ della “trasformazione” che sarà inevitabile una volta raggiunta la propria evoluzione di essere umano e trascendenza spirituale
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DETERMINAZIONE
۞intesa come Tenacia, Forza, Costanza

DETERMINAZIONE
۞rifiuto al solo pensiero di un Ripensamento, allo smarrimento dettato da un Fallimento.

DETERMINAZIONE
۞nell’affrontare ogni Difficoltà o Impedimento con il preciso scopo di trasformarlo in una Vittoria

Questi sono i Paradigma che ognuno di noi (Padrone o sottomessa) dovrà analizzare e scientemente essere in grado di possedere prima di intraprendere il cammino…

Perché il nostro Mondo Segreto è frutto di

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Piacevole Sorpresa…

Non credevo che ancora ci fossero tante “compagne di viaggio” che si ricordassero del mio compleanno. Posso affermare con un certo orgoglio di aver ricevuto un notevole numero di mail, “wathappy” e messaggi vocali affettuosi!

e così…beccatevi questo “Master Hand’s” di Charlotte Gainsbourg!

P.S. Non sono riuscito a trovare una traduzione decente del testo. Trattandosi della descrizione di una “Sessione Educativa” neanche potete immaginare quali termini hanno usato per tradurre frasi come: Rattle my frame and shatter my ghost …..
Soppigro, quindi vi lascio il testo in originale…chi mastica un po’ d’inglese capirà…

Hey hey hey hey…
Hey hey hey hey…

Hold my head up, right foot back
Take my hands down, shake my back
Pull my strings and cut my rope
Rattle my frame and shatter my ghost
And if I can’t get back in line
They’re gonna break me down
Till the broad daylight comes through

Breathe out, come alive
Give me a reason to feel

Take my eyes and paint my bones
Drill my brain all full of holes
And patch it up before it leaks
These memories come two by three
And if I catch these master’s hands
Could I spend my days on a discount revelry

Breathe out, come alive
Give me a reason to feel

Monsieur, solo Monsieur…ma des Intrigues!

Ingerno M.d.I

Occorrerebbe un triplo salto mortale con avvitamento all’indietro per riportarvi a quel lontano passato dove un nomade adolescente ribelle, scostante ed irriverente venne accolto tra le amorevoli braccia di una giovane donna che (per motivi ancora avvolti in una vaporosa nebbia che offre pochi scorci di visuale) decise di farne il proprio delfino/pupillo.

Servirebbe essere dotati del famoso “terzo occhio” potenziato dall’uso di erbe mistiche e sostanze allucinogene per riuscire a scorgere l’ambiente in cui venne introdotto e cercare di comprendere il motivo per il quale quel curioso e “affamato” ragazzo venne indottrinato, istruito e reso consapevole di dinamiche all’epoca (e, a mio parere, ancora oggi) ignote ai più. Ma non pretendo tanto.

All’epoca ancora non esisteva l’orripilante acronimo B.D.S.M., ma si parlava di Dominazione e (consapevole) sottomissione e di “Appartenenza e Comunione”; non c’erano Padroni e schiave, ma Monsieurs e servantes, che solo dopo un’adeguata e ben sudata preparazione potevano assurgere al ruolo di soumises (purchè lo meritassero realmente).

Ogni Monsieur veniva trattato con rispetto, sia dai pari grado che delle proprie ed altrui soumises, e quel termine veniva inteso non come viene usato ai giorni nostri, cioè come la  elementare traduzione del termine signor Tal dei dei Tali, ma come era nato nel sua reale etimologia cioè “Mon Sieur” ovvero “Mio Signore” , ovviamente lo stesso valeva per Madame.
Quel termine era accompagnato dal cognome del Monsieur o della Madame, ma questo non valeva per tutti. Lei era Madame, solo Madame…perché lei era, è e sarà sempre Madame e basta. La Signora delle Signore.

Non ci sarà nessuno in grado di raccontarvi di come quel cocciuto, ignorante e capriccioso ragazzetto riuscì dopo innumerevoli sforzi, fallimenti, e piccole (ma sudatissime) conquiste a guadagnarsi la stima e l’apprezzamento della sua adorata Madame (sono estremamente geloso del mio passato e sono ben poche le soumises che conoscono stralci di ciò che sono stato) ma posso solo farvi immaginare l’enorme gioia (estasi?) quando Lei decise di ergermi a ruolo di Monsieur.
Ma non lo fece affiancandogli il mio cognome, ma regalandomi un “non de plume” di cui vado e andrò fiero ed orgoglioso sino alla fine (dei vostri giorni, intendo):
Monsieur des Intrigues
e quando le chiesi il motivo ammiccò con i suoi meravigliosi occhi smeraldo sussurrandomi: “ed hai bisogno di chiedermelo?” baciandomi a fior di labbra.

Quindi concedetemi un ironico e sarcastico sorriso quando in rete (o altre parti) leggo nickname come “Padrone Trietrack”, “Master Crudelissimo”, “Educatore Estremo” etc… come se quel prefisso li dotasse di una sorta di specializzazione o “dottorato”…sarei proprio curioso di vederli confrontarsi con chi ha vissuto le sue esperienze “sul campo”.

Io sono Monsieur, il solo e unico Monsieur…ma des Intrigues
E vi pare poco?

P.S. Buon Compleanno a ME!

Firma M.d.I. RED

01

2 Ipotesi 2

O sono l’individuo più sfigato di WP o il più detestato.
il 90% delle volte che scrivo un commento su un post di qualche blog o scompare nel nulla (attenzione scompare proprio, non dice “in attesa di moderazione”) oppure appare la scritta che non posso commentare.

A voi la scelta…non che poi me ne freghi molto, ma dopo un po’ il dubbio ti assale…

interrogativo